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Lettera
Come tante realtà precarie noi operiamo in modo particolare in una regione dall'Albania chiamata Blinisht, un villaggio di 1200 anime, case poverissime e strade fangose. Poco distante ci sono le piste abbandonate di un aeroporto dove durante il regime comunista atterravano jet dell'aviazione militare. Tutto intorno la campagna coltivata a mais ed erba medica con strumenti rudimentali, donne in costume tradizionale, ma anche ragazzine con il piercing e i jeans a vita bassa. Gli ultimi episodi di violenza in Italia vedono coinvolti persone di questo paese, che lo fanno apparire come un popolo violento e crudele, ma è sufficiente conoscerli nella loro terra per capire che questo è un luogo comune e che in tutte le realtà di miseria possano emergere quelle figure negative sempre alla ribalta nelle cronache. Noi invece parliamo di un popolo tiranneggiato per secoli prima da turchi per 400 anni poi dal regime dittatoriale per altri 70 anni.. In questo contesto ogni opportunità viene accolta con particolare entusiasmo. L'opera delle varie associazioni di volontariato internazionale si avvicendano instancabilmente portando sul posto mezzi e aiuti e sviluppando progetti a laboratori per l'avviamento al lavoro. La possibilità di creare nel loro paese un'attività produttiva li pone nella condizione di sviluppare nel loro territorio una situazione di benessere economico. Vi sono degli ostelli che ospitano i volontari che operano sul territorio, nei loro periodi di formazione e le varie strutture produttive e formative gestite da volontari e da padre Antonio Sciarra venuto dall'Italia parecchi anni or sono in aiuto a questo popolo. Coordinatore e guida spirituale, grazie alle sue risorse umane e riuscito in questi decenni a catalizzare attenzione l'opinione internazionale realizzando parecchie iniziative
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